Caprino Veronese

Caprino Veronese

Sede di insediamenti etruschi e gallici, la zona divenne dominio romano solo dal 16 a.C circa. Caurin (Caprino) venne quindi riedificato e scelto come capoluogo della zona montebaldina e centro di lavorazione del ferro. Di epoca romana è proprio il cippo di Calpurnus Mercator. In seguito la vallata venne invasa dai barbari, tra cui ricordiamo soprattutto i Longobardi (alla cui epoca risale il sarcofago di Campasso) e i Franchi. In questo periodo si procedette alla fortificazione delle colline, che divennero quindi luoghi di rifugio in occasione di attacchi o degli straripamenti dei torrenti a fondovalle. Riscattato nel 1193 dal Comune di Verona, il territorio caprinese visse un momento di ripresa economica cui seguì una crescita delle comunità autonome. Dopo aver subito la dominazione scaligera, fu la volta di quella veneziana: in questo periodo la zona venne smembrata ed acquistata da famiglie nobili, che vi costruirono le magnifiche ville, ancora oggi esistenti. Nel corso del '700 Caprino divenne un importante centro commerciale ed artigianale: importanza confermata anche in seguito alle invasioni napoleoniche, con l'investitura del paese a centro amministrativo-giuridico. Nel 1866 fu ufficialmente annesso allo Stato Italiano, cui seguì però una proofonda crisi ed una massiccia emigrazione.  Oltre ai reperti e alle ville già citate, da visitare la Parrocchiale che custodisce dipinti del '550 e del '700, oltre che una vasca battesimale del 15° secolo.

Strutture a Caprino Veronese: