SalÚ

SalÚ

Anche per le origini di Salò la leggenda ci mette lo zampino, in particolar modo per opera di poeti benacensi del Cinquecento, quando si fantasticò che le origini della città fossero opera della regina Salodia o addirittura del lucumone Saloo, magistrato supremo di una delle 12 confederazioni etrusche. La storia e l'archeologia, invece, evidenziano che per l'antica Salodium parla un cospicuo insediamento romano risalente al primo periodo dell'impero (I-IV secolo d.C.). Nel Civico Museo archeologico, allestito presso la Loggia della Magnifica Patria, sono raccolti importanti reperti: la stele funeraria di un soldato della guardia imperiale a cavallo (corpo degli "equites singulares"), del III secolo d.C.; il cippo funerario del seviro augustale Sesto Letilio Firmino; l'iscrizione dedicatoria su ara di Lucio Settimio Felicione. Vario ed importante è inoltre il materiale proveniente dalla necropoli romana del Lugone, in via Sant'Jago, che comprende corredi di sepolture del I-II secolo d.C. L'oggetto più noto è sicuramente il vaso-borraccia trovato esternamente alla tomba n. 111 (scavo del 1972), e datato tra la fine del I e il II secolo; interessante anche una bella tazza di vetro mooansata decorata con filamenti serpeggianti, di probabile provenienza orientale, databile al II secolo. Nella città permangono tracce di mura medievali, rimaneggiate e rinforzate per iniziativa di Beatrice Della Scala nel XV secolo. Ben  conservate sono le due porte d'accesso: a sud quella della Fossa o  orre dell'Orologio, a nord quella del Carmine.  Alla fine del XIV secolo Salò, interessata da un notevole sviluppo  edilizio e demografico, divenne capoluogo della zona rivierasca che,  con l'ampio entroterra, prese il nome di Riviera di Salò (chiamata  anche Comunità o Patria di Riviera), entità geografica, politica,  culturale che per secoli godette di ampia autonomia, conservata du-  rante il periodo visconteo, e così negli altri tre secoli di dominazione  veneta (1426-1797).  Non pochi sono i monumenti degni di nota esistenti nella città dalla vita artistica e culturale sempre intensa. In primo luogo va ricordato il Duomo, il più grande ed importante edificio gotico-rinascimentale del Lago di Garda, i cui lavori ebbero inizio nel 1453. Notevole è il patrimonio artistico ivi conservato: una grande ancora dorata quattrocentesca; il Crocefisso ligneo (1449) del maestro Johannes teutonichus", che Andrea  Mantegna lodò e "mise in credito di uno de' più bei crocefissi d'Italia". Maestoso è l'organo, costruito dai bresciani Giovan Giacomo e Gian Francesco Antegnani (1548/1546), le cui ante furono dipinte da Palma  il Giovane nel 1600, e di lui sono pure le tele: l'Annunciazione, la Visitazione, l'Assunzione della Vergine. Altre opere sono di G.Romanino, un polittico di Paolo Veneziano, tele di Zenon Veronese, di Andrea Celesti, del Malosso. Il Palazzo della Magnifica Patria, sede dei Provveditori della Riviera di Salò, di nomina Serenissima, fu realizzato dal Sansovino, e con-  serva una tela di Andrea Bertanza (XVII), alcuni affreschi del salodiano Angelo Landi, il busto di Gasparo da Salò di Angelo Zanelli. Nei pressi del Duomo si trova Palazzo Fantoni (facciata del XVI secolo) dove sono ospitati l'Ateneo, la Biblioteca Civica e il Museo del Nastro Azzurro, che vanta una raccolta di stampe, monete, cimeli, ecc. dal periodo napoleonico alla se-  conda guerra mondiale. Alcuni leoni marciani decorano facciate di antichi edifici del centro storico.  Un compendio letterario-artistico della "stagione d'oro" salodiana, vale  a dire nel '500, viene offerto da illustri cittadini come il poeta e filo sofo Silvan Cattaneo, lo scultore Pietro da Salò; Giuseppe Milio detto Voltolina, poeta e agronomo; Bertolotti Gasparo da Salò, al quale la tradizione attribuisce il merito d'aver inventato il violino; Bongianni Grattarolo, storico e poeta. Procedendo nel tempo qui furono operativi il musicista Ferdinando Bertoni; il pittore Sante Cattaneo, detto il Santino; Mattia Butturini, docente all'Università di Pavia; Marco Enrico Bossi, compo-  sitore di musiche per organo; Angelo Landi (1879-1944), pittore, accademico d'Italia. Qualche cenno meritano alcune piazze come Piazza della Vittoria con al centro il monumento ai Caduti, opera di Angelo Zanelli.  Salò presenta poi diverse piazzette-campiello di "Serenissima" memoria. Diverse le specialità enologiche: il Groppello, vino autoctono del Lago di Garda; il Chiaretto che ormai da un secolo si guadagna  elogi internazionali; gli spumanti di grande freschezza dai profumi aromatici.

Strutture a SalÚ: